mercoledì 30 ottobre 2013
Troppo severe le misure sul pubblico impiego
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Di fronte al nuovo colpo di scure sui dipendenti pubblici, anche la Corte dei Conti ha manifestato le sue perplessità, definendo severe le norme sul pubblico impiego contenute nella legge di stabilità basate sul blocco del turn over e sul rinvio dei contratti, esprimendo così un giudizio sostanzialmente negativo nei confronti della manovra finanziaria, considerata priva di equità sociale e foriera di ulteriori inasprimenti fiscali.
La Corte dei Conti ha ragione: tutto ciò é infatti a danno di cittadini, lavoratori e pensionati.
E, inoltre, senza che ci sia un solo intervento volto ad incentivare la lotta all’evasione fiscale e il concreto recupero delle ingenti risorse indebitamente sottratte alle casse dello Stato ed oggi quanto mai necessarie per ripristinare una situazione di ripresa economica.
Intanto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (n. 251 del 25.10.2013) è stato pubblicato il D.P.R. del 4 settembre 2013, n. 122, che proroga il blocco della contrattazione per i pubblici dipendenti fino al 31 dicembre 2014 che non solo anticipa ma anzi peggiora quanto contenuto nel ddl di stabilità.
Nel regolamento è infatti esplicitato che il fermo riguarda anche l'incremento delle risorse destinate al trattamento economico accessorio del personale, il cui ammontare complessivo non può superare il corrispondente importo dell'anno 2010, ridotto in proporzione alle unità cessate dal servizio e la conferma del blocco della crescita delle retribuzioni individuali ai livelli 2010.
Una mazzata, questa sul pubblico impiego, dato che in cinque anni si sono persi, in media, seimila euro per mancati aumenti della retribuzione con una conseguente perdita del potere di acquisto degli stipendi stimata intorno al 6%.
A tutto questo si deve aggiungere l'impatto negativo che la riduzione dello stipendio avrà sulle future pensioni, sul trattamento di fine rapporto e, soprattutto, il danno di avviare il rinnovo triennale del 2015 partendo da una massa salariale più povera.
Bersagliati dalle sforbiciate dell’Esecutivo, associati a luoghi comuni un po' logori, i dipendenti pubblici sono stanchi di essere presi di mira e chiedono al Governo di proporre una nuova strategia, aprendo il confronto, puntando questa volta a non umiliare ulteriormente la loro dignità.
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
W HALLOWEEN
Sta arrivando la notte delle streghe.
Il suo simbolo è Jack- Lantern, la zucca illuminata che questi giorni sta addobbando vetrine e che culminerà in tante serate in maschera la notte del 31 ottobre.
E' praticamente diventata una tradizione anche da noi questa notte di Halloween di origine anglosassone che corrisponde alla vigilia della festa cristiana di Ognissanti.
La tradizione prevede l'usanza per i bambini di girare di casa in casa mascherati al grido "Dolcetto o scherzetto".
In questa notte locali e discoteche organizzano serate in maschera in ambienti rigorosamente a tema.
Buon divertimento, quindi, e W Hallowen!
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
Preferisco l'ora legale
Preferisco l’ora legale a quella solare.
Difatti quando inizia, capisci che la bella stagione sta arrivando e le giornate sembrano subito più lunghe.
Al contrario quando ritorna l’ora solare, come ora, è come se fossimo improvvisamente ritornati in inverno.
Da un giorno all’altro.
Ed é subito notte!
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
giovedì 24 ottobre 2013
Sono un incollerito statale
Governi di destra o di sinistra, caratterizzati da un unico comune denominatore in materia di politica economica: tagliare sul sicuro e lasciare indenni i poteri forti, le corporazioni, i santuari del potere finanziario.
Infatti una caratteristica della Legge di Stabilità 2014 è la mancanza di qualsiasi riferimento alla lotta all'evasione ed alla corruzione, qualsiasi allusione al sistema degli appalti per lavori e forniture che notoriamente è fonte ed alimentazione di fenomeni corruttivi e di infiltrazioni criminali.
Quasi in punta di piedi, per non disturbare, si ripropongono le solite ricette.
Tagli alle retribuzioni del personale pubblico, blocchi contrattuali, sospensione per altri tre anni del turn-over, blocchi degli straordinari, riduzioni dei fondi integrativi, delle indennità del personale all'estero e così via, perpetuando una linea di politica economica devastante per tre milioni e mezzo di lavoratori e rispettive famiglie e per l'efficienza e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni.
Intanto nella Legge di Stabilità sono stati stanziati anche sette miliardi per il programma di ammodernamento della marina militare (e sette miliardi sono esattamente quelli che servirebbero per rinnovare il CCNL triennale di tre milioni e mezzo di lavoratori pubblici).
Ora nessuno discute del sicuro impatto che questo sforzo potrà avere sull'industria del settore cantieristico, ma siamo veramente convinti che non si sarebbe raggiunto un risultato più efficace per innescare la ripresa economica andando ad iniettare sette miliardi di liquiditá nel mercato interno, attraverso il rinnovo dei CCNL dei dipendenti pubblici?
Rinnovo che comporterebbe anche la soluzione di problemi di ordine sociale che si stanno chiaramente delineando a seguito dei continui ed incessanti tagli alla P.A. ed a chi ci lavora.
Io, incollerito statale, mi domando: serve più una nave da guerra o un F35, un'autostrada o interventi in favore della ripresa economica?
Conclusione: alla fine a pagare il conto finale sono sempre e solo i soliti noti, cioè lavoratori e pensionati.
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
martedì 22 ottobre 2013
Le depistate indagini di Ustica
La Cassazione ha accolto accoglie il ricorso degli eredi della Itavia affermando che c?è stato veramente un depistaggio delle indagini sul disastro aereo di Ustica. Per questo motivo ora ci sarà un nuovo processo civile per stabilire le responsabilità dello Stato nel fallimento della compagnia aerea, avvenuto sei mesi dopo la tragedia del 27 giugno 1980. Quindi la tesi del missile sparato da aereo ignoto quale causa dell'abbattimento del DC9 risulta oramai consacrata anche nella giurisprudenza della Cassazione. E ora speriamo che finalmente la verità esca fuori, se non altro per una forma di dovuto rispetto nei confronti delle 81 vittime (77 passeggeri, tra cui 11 bambini, e quattro membri dell'equipaggio). Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
La crudele Sharia
Nei paesi islamici vige la sharia, cioè la legge islamica che prevede tra l'altro l'amputazione degli arti per i ladri, la fustigazione per chi beve alcool o pratica l'aborto, la lapidazione per adulterio, la condanna a morte del blasfemo e l’impiccagione per gli omosessuali. Gli islamici dicono che la Sharia è la legge divina e solo accettandola si diventa musulmani. Io ritengo che le pretese in nome della sharia siano assurde. Spero proprio che in Italia questa legge non venga mai applicata, come invece è accaduto in diversi quartieri di Londra e di altre città inglesi che sono stati sottoposti arbitrariamente alla sharia, su decisione dei leader religiosi islamici. In sostanza quartieri interi dove vigeva la legge coranica controllata da una vera e propria forza di polizia islamica. Del resto la sharia in Europa è fuori legge perché lo sancisce la dichiarazione europea dei Diritti dell’Uomo che con i suoi articoli collide pesantemente con la legge islamica. Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
lunedì 21 ottobre 2013
Venerdì, sabato e domenica. E pure lunedì. (Teatri Manfredi e Fara Nume. E pure mamma).
Venerdì, sabato e domenica. E pure lunedì. (Teatri Manfredi e Fara Nume. E pure mamma).
Venerdì sera, 18 ottobre (compleanno di mio figlio Gabriele) ho visto al teatro Nino Manfredi di Ostia “Taxi a due piazze (20 anni prima)”, il seguito di “Chat a due piazze (20 anni dopo)” entrambi di Ray Cooney, con Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti.
“Taxi a due piazze”, nell’originale inglese “Run for your wife” dell’autore Ray Cooney racconta la storia del tassista bigamo che suo malgrado si trova coinvolto a nascondere il segreto della sua vita, diverte e affascina gli spettatori di tutto il mondo garantendo risate senza sosta.
Con un cast straordinario, capeggiato dai due mattatori Guidi e Ramazzotti, ho assistito ad una commedia travolgentemente comica.
Accanto a Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti, recitano Renato Cortesi, Silvia Delfino, Bianca Maria Lelli, Antonio Pisu, Claudia Ferri e Piero Di Blasio.
Superba la regia di Gianluca Guidi.
Scene curate da Nicola Cattaneo.
Costumi a cura di Maria Grazia Santonocito.
Luci di Stefano Lattavo.
Musiche di Gianluigi Guidi.
Sabato sera, 19 ottobre, invece ho assistito alla rappresentazione della brillante commedia “Arsenico e vecchi merletti” al Teatro Fara Nume di Ostia.
“La pazzia scorre nelle vene della mia famiglia...anzi, galoppa, direi!”
Con questa frase Mortimer riassume il senso di una delle commedie americane più divertenti e famose di tutto il ‘900.
Portata al successo dall’omonimo film di Frank Capra rimane a tuttora una delle pieces teatrali più comiche e piacevoli.
Attori molto bravi e preparati. Ecco il cast: Eleonora Santini, Carla Viero, Luca Di Tommaso, Giulia D’Andrea, Vanessa Guerriero, Lucio Molinari, Roberto Evangelista, Mauro Costantini, Riccardo D’Ercoli, Caterina Novelli, Riccardo Barcherini e Jessica Spinsanti.
Ott6ima la regia dei Andrea Serafini, coadiuvato da Fabiana Candellero.
Luci e suoni di Edoardo Arturo Serafini.
Costumi Stefania Maccari
Scene Fabrizio Lavenia.
Foto di scena Valerio Faccini
Riprese video Domenico Negro.
Inoltre domenica 20 ottobre siamo andati a trovare mamma Ernesta al camposanto di Collevecchio.
Oggi, lunedì 21 ottobre, avrebbe compiuto 81 anni.
Ma non ha fatto in tempo a compierli perché un anno fa mamma moriva: era una maledetta domenica, quella del 29 luglio 2012.
Il giorno prima era stata operata per la rottura di un femore all’ospedale San Camillo.
Un intervento perfetto, durato poco più di un’ora.
La fase post operatoria sembrava procedere regolarmente.
Ma attorno alle sei di pomeriggio del giorno dopo, domenica 29 luglio, il suo cuore ha smesso di battere.
Debbo ritenermi soddisfatto, rifletto allungando le gambe sul letto, di avere avuto una mamma come lei.
Lei, che mi ha guarito i graffi e le ferite con una carezza magica.
Lei, un posto caldo dove ho trovato sempre un abbraccio.
Lei, con quell’odore di buono che mi faceva tornare bambino.
Lei, che mi lasciava andare anche se avrebbe voluto tenermi stretto a sé.
Lei, una canzone nella notte.
Lei, una ninna nanna speciale.
Lei, uno sguardo che non aveva bisogno di parole.
Lei, quella che sapeva, sempre, cosa era la cosa migliore per me.
Lei, quella mano che mi ha tenuto mentre traballando imparavo a camminare.
Lei, il bum bum del cuore che sentivo appoggiando la testa sul suo petto.
Lei, mamma, una parola: la prima che ho detto.
Lei, mamma, un sorriso: il primo che ho visto.
Lei, mamma, una voce: la prima che ho udito.
Lei, mamma, un sapore: il primo che ho assaggiato.
Lei, mamma, una culla: la prima che ho avuto.
Lei, mamma, che soffrendo mi ha fatto nascere.
Lei, che mi ha parlato nel cuore della notte.
Quando tutto il mondo era addormentato. E nessuno, tranne me, udiva le sue parole.
E, tenendomi fra le braccia, mi avvolgeva di un amore che aveva una forza inaudita.
Sfoglio un vecchio album di fotografie: qui avevo sei anni.
“Vieni!” sembra dirmi, prendendomi la mano per condurmi a casa.
Mi manchi, mamma.
Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
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